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Kilchoman 100% Islay – The 2nd Edition “From Barley to Bottle”

02 Ott

From barley to bottle. Si presenta così la seconda edizione del 100% Islay di Kilchoman, con lo stesso “slogan” che aveva pure lanciato la prima edizione. Avevamo parlato di questo imbottigliamento qualche settimana fa, annunciando qualche notevole novità di settembre. E finalmente abbiamo potuto assaggiare, con la calma che merita questo ottimo whisky. Ottimo, sì, lo anticipiamo subito, perché lo merita. Pensate, è così buono che mentre degustavamo in un dopo cena, ragionavamo (erroneamente) su come un 5 anni possa essere buono tanto e oltre imbottigliamenti più “maturi”. Passato il momento di annebbiamento abbiamo ripreso a far funzionare i neuroni e ci siamo ricordati che di 5 anni qui non c’è nulla, visto che è un vatted al 50% tra botti di 3 anni e botti di 4. Un 3 anni e mezzo, se vogliamo fare i pignoli. Un 3 anni se volessimo trovarlo scritto sull’etichetta! Ma sull’etichetta non c’è nulla che possa trarci in inganno, nulla che possa farci pensare che sotto al nostro naso e poi lungo il palato ci sia un whisky tanto giovane. Perché questa seconda edizione del 100% Islay ha la maturità (e la bontà) di un veterano. Non ha nulla da invidiare a un ottimo 10/12 anni, a nostro avviso .E molti li batte alla grande. Stavolta non faremo la solita analisi tripartita (naso, palato, finale) perché preferiamo buttare giù una paginetta più discorsiva. Però se dal naso di solito si inizia, vi facciamo subito presente che i 50 gradi si sentono immediatamente. L’impatto è forte e gradevole, la torba si nasconde dietro alla gradazione alcolica ed emerge un profumo delicato e pungente allo stesso tempo. Alcol che non infastidisce il palato, sprigiona prima di tutto aromi dolci (vaniglia?) per poi lasciare il posto a un retrogusto più amarognolo che persiste in un finale che lascia una sensazione piacevole, un mix equilibrato tra le due sensazioni che questo Kilchoman esprime, a metà strada tra il dolce e l’acre. Alla fine abbiamo aggiunto una goccia d’acqua, per provare ad aprire la rosa degli aromi. La gradazione più bassa ci rende un whisky maggiormente delicato, che non perde le sue caratteristiche. Più morbido, senz’altro, ma senza quel qualcosa in più che offrono i 50 gradi alcolici. Lo preferiamo così come dalla casa madre hanno deciso di imbottigliarlo, senza dubbio.

Cosa aggiungere. Ottimo whisky, e si era capito. Non male il prezzo: sul sito ufficiale viene via a 57 sterline. Certo, non poco, ma la qualità ripaga, statene certi. Non resta che dargli un voto. E con questo chiudiamo: 88/100.

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Pubblicato da su 2 ottobre 2012 in Recensione

 

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