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GlenDronach 1993 Cask 1617 (Milano Whisky Festival 2012)

26 Nov

Tornati dal festival di Milano ci siamo dedicati con maggiore attenzione alla degustazione degli imbottigliamenti della manifestazione, dando la precedenza al GlenDronach, un meraviglioso 19 anni ad alta gradazione che ci ha impressionato davvero.

Il colore di questo whisky la dice lunga sul tipo di invecchiamento. Scuro, un mogano caldo con delle tonalità rosse che fanno già pregustare un lungo invecchiamento in botti ex sherry. Aperta la bottiglia, la conferma: dolce e equilibrato, l’alta gradazione (57,7%) non è aggressiva, anzi, è un valore aggiunto, visto che non è l’alcol a dominare, ma la complessità del distillato. Al naso, quindi, già una bella sorpresa, con note di caramello, noce moscata e un sentore molto cremoso di caffè. Insomma, l’etichetta appesa al collo della bottiglia non inventa nulla, descrivendo alla perfezione quello che questo whisky rende.

La complessità maggiore si percepisce al palato. L’alcol qui fa la sua parte e questo GlenDronach parte forte, ma senza stordire, senza uccidere i sapori che si aprono uno dietro l’altro. Molto cremoso, emerge la presenza di noci, di agrumi essiccati, visto che nonostante lo sherry si sente una piacevole contrapposizione con sapori amarognoli. Rimane molto forte anche nel finale, che è lungo e persistente. Di solito un whisky di questa gradazione alcolica chiede qualche goccia d’acqua per renderlo più morbido. Questo 19 anni Cask Strenght ha un equilibrio tutto suo. Certo, un goccio d’acqua lo ingentilisce un poco, ma non se ne sente il bisogno, a meno che non si voglia andare a scoprire agrumi più dolci, zucchero di canna, note floreali.

Per completezza di informazioni vi lasciamo il link per l’acquisto. Il prezzo è eccezionale (€ 99) per un 19 anni. E vale tutto fino all’ultimo centesimo. Il nostro giudizio, dopotutto, è di 88/100. Da tenere in vetrina, insomma.

 
 

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4 risposte a “GlenDronach 1993 Cask 1617 (Milano Whisky Festival 2012)

  1. Giuseppe Napolitano

    27 novembre 2012 at 12:06 am

    Decisamente interessante, credo sarà un valido acquisto natalizio 🙂

     
  2. paolo tagliabue

    5 dicembre 2012 at 4:04 pm

    condivido quanto espresso da andrea; devo dire che a partire dalla sorpresa “octarine” ai più blasonati millesimati Glendronach non sbaglia un colpo!
    (tranne il 18 anni che io trovo troppo legnoso….)

     

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