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La parte degli Angeli (Angels’ Share): l’abbiamo visto per voi!

06 Dic

La-parte-degli-angeli-MAN-dataDal 13 dicembre il nuovo film di Ken Loach, La Parte degli Angeli (Angels’ Share) sarà in tutte le migliori sale italiane, ma ieri, grazie anche al buon Davide Terziotti e alla BIM Distribuzione che ci ha invitati, abbiamo potuto assistere all’anteprima romana, proiezione impreziosita dalla presenza (con relativa conferenza stampa) proprio del regista scozzese.

Ammettiamo che il trailer visto qualche settimana fa non ci aveva entusiasmato molto, ma gustando il film abbiamo capito che ridurlo in due minuti è davvero difficile, perché non se ne può riassumere facilmente l’essenza. Una commedia molto ben costruita, che ruota attorno ai temi sociali così cari a Loach. Una Glasgow violenta e povera fa da sfondo alla vita dei protagonisti, costretti a svolgere diverse ore di lavori sociali. Ragazzi dalla vita difficile, insomma, e un assistente sociale dal cuore grande, dall’animo gentile. Cosa c’entra il whisky in tutto questo? Be’, a dire il vero l’essenza del film è un’altra, è l’analisi della società e il whisky non è il perno sul quale ruota il film, ma solo un elemento della trama. Avrebbe potuto essere il calcio, il rugby, il vino o qualunque altra cosa, insomma. Ma Loach, come ha spiegato nella conferenza, ha scelto di usare la passione del whisky come collante per la sua storia su suggerimento dello sceneggiatore Paul Laverty (che ha tentato senza riuscire un collegamento via skype!) proprio perché il whisky è contraddizione. È la bevanda nazionale scozzese, ma la maggior parte dei giovani scozzesi non se lo può permettere perché troppo costoso. Ha ammesso di non amare troppo il whisky e di preferire un bel bicchiere di vino (ma non ditelo ai miei connazionali, ha detto), ma scoprire la complessità di un mondo così ricco, insieme al piacere di innamorarsi anche solo del fatto di poter annusare il distillato e scoprire decine di sfumature è stato per lui un qualcosa di decisamente interessante. In sintesi, un ottimo film, crudo ma divertente, con una bella apertura sul mondo del whisky che può introdurre molto bene i non esperti, ma che soddisfa anche chi il whisky lo vive come passione (ottima la partecipazione di Charles MacLean). Una commedia che fa riflettere e forse, dico forse, farà avvicinare qualcun altro al mondo del whisky (anche se non è certo questo l’obiettivo del film).

foto (57)Qualcosa sulla conferenza stampa lo abbiamo già accennato, ma focalizziamo l’attenzione su un paio di argomenti di maggiore interesse. L’intervista si è aperta chiedendo spiegazioni sul perché Loach non si sia presentato al festival di Torino, dove avrebbe dovuto essere premiato. Il regista era pronto a questa domanda e aveva con sé anche diversi appunti, con scambi di mail tra lui e il direttore dell’organizzazione. La questione è semplice: Loach, sempre sensibile allo stato dei lavoratori, non tollera il comportamento del festival in relazione a molti lavori esternalizzati. Troppe persone che lavorano sotto pagate, diversi licenziamenti e la direzione che scarica la responsabilità dicendo che non hanno colpe dirette. Al che, Loach non è d’accordo. Esternalizzare i lavori è una questione di interesse economico, si fa per poter risparmiare. Quindi, vuoi o non vuoi, sei direttamente interessato allo standard lavorativo (ed economico) della gente che lavora per te. Per Loach tutto questo conta molto di più di un premio e alla fine, nonostante abbia ammesso che non sarebbe mai potuto andare a quelle condizioni, ha dichiarato che l’invito è stato addirittura ritirato. È um premio importante, ha detto, ma conta poco se messo in relazione alle condizioni di tanta gente.

Ha parlato poi dei momenti difficili della sua carriera, quando la crisi  colpì anche il suo paese (duro il periodo con la Thatcher, quando il paese passa in pochi mesi da 500.000 disoccupati a oltre 3 milioni) e rendere le difficoltà attraverso il cinema non era semplice. Decise di dedicarsi a progetti di documentari, con il solito taglio politico/polemico. Il risultato è che 1 non venne mai trasmesso, 4 addirittura banditi. Un accenno al presente era doveroso. Nel suo paese, ha ammesso, durante le prossime elezioni probabilmente vincerà un qualcosa di indefinito chiamato centro-sinistra. Cos’è il centro-sinistra? Si può stare a destra. O a sinistra. Chi sta nel centro della via di solito viene investito, dichiara, scatenando le risa e gli applausi della sala. Il centro-sinistra ha dichiarato che darà soldi ai privati, ma dilazionando nel tempo, non tutti assieme. Loach sorride: un modo lento per strangolarti. Se ti devono uccidere, che lo facciano subito, no?

Un Ken Loach disponibile e decisamente chiaro nelle sue analisi, analisi che ritroviamo con forza e altrettanta chiarezza nei suoi film. Il 13 dicembre La Parte degli Angeli sarà in tutte le sale. Avete due motivi per andarlo a vedere: è un ottimo film e vi innamorerete del whisky. Mi pare che possa bastare, no?

Chiudo sottolineando come questi eventi siano sempre ottime occasioni per piacevoli incontri. Finalmente, dopo messaggi e incroci alla distanza, arriva il momento di fare la conoscenza con la simpatica e gentile Rachel Rennie (anche lei scozzese), anima dello Spirit of Scotland di Roma.

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Pubblicato da su 6 dicembre 2012 in Whisky al cinema

 

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3 risposte a “La parte degli Angeli (Angels’ Share): l’abbiamo visto per voi!

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