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Verticale Jameson: come è andata?

22 Lug

Sabato 20 luglio, ore 19, anzi, ore 20 circa, perché come al solito si inizia sempre con un po’ di ritardo. Ma tutto era pronto, presso la Braceria Manzo Pazzo, ad Acilia. Tovagliette sistemate, bicchieri colmi di ottimo Jameson, gadget pronti per tutti gli invitati. Insieme a Simonetta (Simone Greene), brand ambassador Jameson, abbiamo passato il pomeriggio a sistemare, per fare in modo che tutto fosse pronto. Quando sono arrivati gli ospiti, tutto era a posto, anche grazie alla splendida ospitalità dei ragazzi della Braceria (un grazie infinito ad Alessandro per la splendida amicizia, a Valerio per la disponibilità, Lele che ci ha dato una mano e a Martina che ci ha meravigliosamente assistito per tutta la serata).

Ore 20, dicevamo, e abbiamo iniziato. Per fortuna, a parte un paio di defezioni più che normali quando si organizzano eventi, i tavoli erano pieni e tutti al loro posto. Così Simonetta ha fatto un interessante spiegazione sulla storia del whiskey, parlando della ascesa e la caduta delle distillerie irlandesi, per passare poi a spiegare i processi di produzione, soffermandosi sulle caratteristiche che differenziano il distillato irlandese da quello scozzese (e anche da quello americano). Interessante e mai noiosa, la spiegazione, che decolla nel momento in cui tutti possono iniziare a partecipare attivamente. Simonetta distribuisce campioni di malto e mais, così tutti iniziano a tastare con mano quello di cui si parla. Il momento di maggiore interesse è quanto tra i tavoli passano le boccette con il new make spirit e con il prodotto invecchiato sia in botti ex bourbon e ex sherry. Tutti possono apprezzare la differenza tra lo spirito “puro” e quello invecchiato, scoprendo con interesse la differenza resa dalle diverse botti. E anche i non esperti (dopotutto queste serate le facciamo soprattuto per loro, no?) iniziano a dichiarare le proprie preferenze. Chi sente il miele e la vaniglia in ua boccetta, poi nell’altra i frutti rossi e… la discussione è ormai avviata.

Si passa quindi alla degustazione vera e propria. Gli whisky erano già pronti davanti a tutti: Jameson base,  Select Reserve, 12 yo, Gold Reserve, 18 yo. Un crescendo non male, e nei prossimi giorni ci soffermeremo anche a parlare, una per una, delle bottiglie. Alla fine, raccogliendo le preferenze in giro devo dire che il preferito è risultato essere il Gold Reserve, seguito da 18 yo. Una delle note positive della serata è stato scoprire come questo whiskey ha in qualche modo attirato l’attenzione (e per gusto e per la spiegazione) anche di chi poco o niente aveva avuto a che fare con il nostro distillato. Andando a pescare qualche impressione, c’è chi ha dimostrato interesse non solo per la serata, ma anche “dove la trovo questa bottiglia?” (Mirco, parlando del Gold Reserve), c’è chi ha scoperto un mondo per la prima volta e pur ammettendo di non essere amante del whisky, si è detta piacevolmente colpita (Valentina), chi ha scolato tutti i bicchieri fino all’ultima goccia, andando poi a recuperare gli avanti dei vicini di tavolo (Valentino, Massimiliano, Marco…). Insomma, una bella serata di whisky, per la prima volta con un numero forse maggiore di donne che non di uomini, cosa rara, in questo mondo. Ma avevamo puntato proprio per questo su un whiskey più gentile, un irlandese di razza, per fare una cosa diversa. Poi, alla fine, tutti contenti con i gadget Jameson, cappellini, cover iPhone e bicchieri!

braceriaChiudo ancora ringraziando Simonetta, che non solo è stata brava e professionale, ma come il sottoscritto, ci ha messo del suo, regalando a tutti noi la possibilità di bere anche il 18 yo, che insieme al Gold Reserve, non è distribuito in Italia. Un saluto a Henrietta, che ci ha fatto compagnia nel pomeriggio e che anche lei si è avvicinata per la prima volta al “mondo whiskey”. Ringraziamo i responsabili della Pernod-Ricard che ci hanno dato, tramite Simonetta, una splendida assistenza. E naturalmente ringraziamo ancora a Braceria Manzo Pazzo. Era la prima volta che permettevano un evento del genere e ci hanno assistito con entusiamo e professionalità. La cena, che ha seguito la degustazione, è stata a dir poco eccezionale. Ma noi lo sapevamo già. Ora lo sanno anche tutti i nostri amici, presenti alla degustazione.

A presto

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1 Commento

Pubblicato da su 22 luglio 2013 in Eventi

 

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Una risposta a “Verticale Jameson: come è andata?

  1. Giuseppe Napolitano

    29 luglio 2013 at 2:00 am

    Un vero peccato non aver potuto partecipare….deve essere stata una bellissima serata! Complimenti vivissimi!!! Alla prossima trasferta romana ci sarò!!!

     

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