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Archivi categoria: Recensione

GlenDronach 1993 Cask 1617 (Milano Whisky Festival 2012)

Tornati dal festival di Milano ci siamo dedicati con maggiore attenzione alla degustazione degli imbottigliamenti della manifestazione, dando la precedenza al GlenDronach, un meraviglioso 19 anni ad alta gradazione che ci ha impressionato davvero.

Il colore di questo whisky la dice lunga sul tipo di invecchiamento. Scuro, un mogano caldo con delle tonalità rosse che fanno già pregustare un lungo invecchiamento in botti ex sherry. Aperta la bottiglia, la conferma: dolce e equilibrato, l’alta gradazione (57,7%) non è aggressiva, anzi, è un valore aggiunto, visto che non è l’alcol a dominare, ma la complessità del distillato. Al naso, quindi, già una bella sorpresa, con note di caramello, noce moscata e un sentore molto cremoso di caffè. Insomma, l’etichetta appesa al collo della bottiglia non inventa nulla, descrivendo alla perfezione quello che questo whisky rende. Read the rest of this entry »

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Kilchoman 100% Islay – The 2nd Edition “From Barley to Bottle”

From barley to bottle. Si presenta così la seconda edizione del 100% Islay di Kilchoman, con lo stesso “slogan” che aveva pure lanciato la prima edizione. Avevamo parlato di questo imbottigliamento qualche settimana fa, annunciando qualche notevole novità di settembre. E finalmente abbiamo potuto assaggiare, con la calma che merita questo ottimo whisky. Ottimo, sì, lo anticipiamo subito, perché lo merita. Pensate, è così buono che mentre degustavamo in un dopo cena, ragionavamo (erroneamente) su come un 5 anni possa essere buono tanto e oltre imbottigliamenti più “maturi”. Passato il momento di annebbiamento abbiamo ripreso a far funzionare i neuroni e ci siamo ricordati che di 5 anni qui non c’è nulla, visto che è un vatted al 50% tra botti di 3 anni e botti di 4. Un 3 anni e mezzo, se vogliamo fare i pignoli. Un 3 anni se volessimo trovarlo scritto sull’etichetta! Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2012 in Recensione

 

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Säntis Malt, Edition Sigel (40%)

Una bella vacanza è anche l’occasione per fare nuove conoscenza. Così, quando questo agosto siamo partiti per la Svizzera, l’obiettivo era quello di visitare una distilleria del posto. Obiettivo mancato. Agosto non è il periodo adatto e delle tante aziende contattate alcune non ci hanno risposto, altre ci hanno fatto sapere che loro il whisky non lo producono, ma lo fanno distillare altrove con orzo di propria produzione, altre ci hanno comunicato la chiusura estiva. Niente da fare, quindi. Ma siamo lo stesso tornati a casa con un Single Malt elvetico, una bottiglia (molto elegante) di Säntis Malt, Edition Sigel. Da notare che un’altra edizione di questo malto ha vinto anche un prestigioso premio, nel 2010. Infatti Jim Murray, in “Whisky Bible 2010” ha eletto l’Edition Trinity (Draifaltigkeit) il miglior whisky europeo. Detto questo, visto che per dove siamo passati non abbiamo trovato l’Edition Trinity (le tre edizioni prendono il nome da tre monti attigui, nella stessa vallata), abbiamo preso la Sigel (e la Säntis, da bere più avanti con la giusta compagnia). E qui ne parliamo.

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Pubblicato da su 2 settembre 2012 in Recensione

 

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Kilchoman Spring 2011 Release

Lo avevamo anticipato qualche giorno fa parlando di un whisky irlandese e oggi manteniamo la promessa, lasciando qualche impressione sul Kilchoman Spring 2011. Sulla distilleria negli ultimi mesi si è detto molto. L’ultima nata tra le coste di Islay oggi, dopo la cessione di Bruichladdich, rimane anche l’unica indipendente. Un grosso pregio che si affianca a numerose difficoltà. Difficoltà che a quanto pare non spaventano e alle quali si sta rispondendo con ottimi distillati, che già dopo pochi anni, e senza invecchiamenti importanti, fanno parlare molto bene. Questa edizione Spring 2011 non fa eccezione. Composta per il 70% da distillato invecchiato 3 anni (in botti ex borboun) e per il 30% da un 4 anni con un passaggio in ex sherry per le ultime settimane. Tecnicamente, quindi, parliamo di un 3yo, un whisky giovanissimo. Ma assai maturo. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2012 in Recensione

 

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Knappogue Castle 1995

Andare sempre alla scoperta di qualcosa di nuovo. Un impegno e una missione. E così ieri sera, dopo aver iniziato la serata con un Kilchoman 2011 Spring Release, prima di sloggiare dal tavolino del pub, ci siamo tuffati a capofitto verso qualcosa di diverso, giusto per ampliare le conoscenze. E così siamo volati (si fa per dire) in Irlanda, e abbiamo provato qualcosa di decisamente particolare e insolito: un Knappogue Castle 1995.

Naso: si presenta fragrante, molto delicato, e la prima cosa che ci viene in mente è la pera. Ma non il frutto, più l’odore del succo di frutta, lo stesso che si abbina più facilmente al gin. Forse un pizzico di vaniglia, ma affogato, molto distante.

Palato: quello che il naso suggerisce viene mantenuto dal palato e forse sarà l’esser passati da un torbato a un whisky così dolce, ma l’impressione è proprio quella di non bere un distillato. Leggero, quasi un aperitivo, e insieme alla pera ora si affaccia anche il melone. Sempre di frutta parliamo. In bocca scivola via dolciastro, fin troppo delicato, quasi come se non ci fosse alcol. Non è male, ma è decisamente particolare. Magari da bere leggermente più fresco, non per un dopocena ma per un aperitivo. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su 11 agosto 2012 in Recensione

 

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Bowmore 1984-1999 Samaroli (ex sherry)

Tra gli whisky che più amiamo, non è un mistero, ci sono i torbati di Islay. E qualche mese fa abbiamo avuto l’occasione di degustare un ottimo Bowmore, imbottigliato da Samaroli. Con un po’ di ritardo, del quale non ci scusiamo mai abbastanza, ne parliamo con poche parole, giusto per condividere insieme a voi questo ottimo prodotto.

Al naso si presenta subito con tutto il carattere di un 15 anni Bowmore. E non potrebbe essere diversamente. La torba è ben presente, anche se addolcita dagli anni di invecchiamento e da un passaggio in botti ex-sherry, che rendono immediatamente più dolce e intrigante questo malto affumicato. Al palato questo Samaroli mantiene tutte le promesse. Avvolgente, caldo, con note di cuoio e legna che ben si combinano con sentori di spezie e un leggero salmastro che non stona. E subito ci viene alla mente un Bowmore molto simile, il 15 yo Darkest, anch’esso con un filale in sherry che lo impreziosisce, senza snaturarne le caratteristiche di base. Un whisky non molto adatto al caldo di questi giorni, che perde molto del suo piacere se non rinfrescato leggermente. Ci regala un finale di sostanza, dove permane il tessuto affumicato e il dolce dello sherry si mette da parte per restituire le caratteristiche più peculiari di questo torbato di Islay. Un vero gioiello della produzione di Samaroli, che ha saputo scegliere l’invecchiamento giusto per un whisky che terminando il suo riposo in botti ex sherry guadagna delle note fruttate davvero squisite.

Purtroppo non è facile reperire questa bottiglia. Abbiamo fatto qualche ricerca e i prezzi (laddove si trovi ancora  disponibilità) sono decisamente alti. Però potrebbe valerne la pena. È un whisky ottimo, selezionato con cura da Samaroli. Il nostro voto è 90/100. E voi, lo avete provato? Fateci sapere cosa ne pensate…

 

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Nikka Pure Malt Black

Naturalmente dobbiamo recuperare un po’ di tempo perso, e così oggi parliamo di questo giapponesino, anche se a dire il vero è nella dispensa da quasi quattro mesi, e lo stiamo centellinando con cura, perché merita davvero. Una bottiglia elegante (scusate, ma ci piace notare anche questo, oltre che alla bontà del whisky) per un formato particolare, un 50cl (non atipico, ma nemmeno così frequente). Appena tolto il tappo arriva subito il sentore di fumo, leggero e non invadente. Si percepisce un distillato speziato e con un certo carattere (dopotutto è realizzato con whisky delle distillerie Yoichi miscelato con Scotch Malt, quindi una certa garanzia c’è, eccome!). La vera sorpresa è al palato, perché questo Nikka Black mantiene con decisione tutte le promesse olfattive e la fama che si porta dietro. Brusco, esplosivo, quasi, con sentore di cacao che emerge un poco alla volta per rimanere sospeso nel finale. Sentori vari di frutta e un piacevolissimo gusto piccante, che soddisfa il palato anche quando ci abbiamo ormai fatto la bocca.

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Pubblicato da su 14 aprile 2012 in Recensione

 

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